martedì 17 febbraio 2015

Dragonero #21 - Gli spettri del lago



Soggetto: Stefano Vietti
Sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Antonella Platano
Copertina: Giuseppe Matteoni


La qualità e lo stato di salute di una serie non si capisce solo dalle grandi storie e dalle grandi saghe, ma anche dalle storie di transizione, quelle che non hanno l'ambizione di diventare pietre miliari, ma che servono a passare da un evento ad un altro. Ecco, questo nuovo albo di Dragonero dimostra che la serie sta benissimo e che volendo ha dei margini narrativi pressoché infiniti. 

Una missione (quasi) ordinaria
Lo dici sempre e non ti stancherai mai di dirlo: all'interno della cospicua batteria di autori di casa Bonelli nessuno sa costruire una continuity come Stefano Vietti (lo dice anche il lettore oramai abbastanza stanco di Nathan Never). Poteva essere un'avventura canonica destinata ad esaurirsi nelle 94 pagine dell'albo. Poteva. Invece siccome al timone c'è chi sappiamo ecco che anche una storia apparentemente normale diventa importante ai fini dei futuri sviluppi e apre l'ennesima e graditissima sottotrama e ti lascia li ad attendere futuri sviluppi che certamente ci saranno. 
Parlando della storia in se invece diciamo pure che questa funziona discretamente anche senza essere eccezionale. In se e per se della storia della nube tossica ti interessa relativamente poco, tanto più che i vari personaggi occasionali che appaiono non ti hanno colpito particolarmente (sempre per esprimere un parere del tutto soggettivo, sia chiaro). Per certi versi neppure Ian sembra totalmente a suo agio nella vicenda, finendo per agire in modo abbastanza sconsiderato e mettendo a rischio la pelle dei compagni. Ma, come dice la stessa Sera gli scout devono agire sempre per il meglio senza tante considerazioni e quindi di fatto tutto quello che succede finisce per avere senso. 
Ma a rendere tutto logico è ovviamente lo stesso Vietti con quell'inquietante ed ancora misteriosa apparizione finale (personaggio già apparso pochi mesi fa alla fine di una doppia storia di assoluto livello). 
Uno sviluppo che rende del tutto secondario il finale vero e proprio e lascia il lettore con più domande di quante ne aveva all'inizio. Può piacere o anche no, ma fa parte del gioco. E in questo momento giochiamo più che volentieri. 


Voto
Soggetto: 6.5
Sceneggiatura: 7
Disegni: 7