lunedì 9 febbraio 2015

I grandi album - Paranoid

Oh che bello...finalmente riesco a rimettere mano al blog. Curioso che da quando ho deciso di tornare a scriverci con continuità gli eventi abbiamo cospirato contro di me (che poi è pure andato tutto a meraviglia...mica cose serie, ci mancherebbe pure!)


Torniamo a parlare di album che fanno parte del tuo olimpo. E direi pure che è ora di parlare dei Black Sabbath (prossima tappa dovrebbero essere gli Alice in Chains, ma la hai bisogno di fare un discorso vagamente esistenziale...).

Che se parli dei Black Sabbath parli solo di quelli con Ozzy, perché si, R.J.Dio ne sapeva e cantava alla grande e ha dato il suo, però....però.... alla fine, anche con tutto il rispetto dovuto ad una leggenda, ti tocca dire che in Heaven and Hell (album di livello assoluto sia chiaro) non erano più i veri Black Sabbath. Son gusti eh, ma qui tu esprimi i tuoi. 
Dell'epoca d'oro (ammesso che ne abbiamo mai avuta una negativa) ci sono tre album che mi hanno sempre provocato un'erezione considerevole: Paranoid, Master of Reality e Sabbath Bloody Sabbath (e si, alla lunga parlerò di tutti....nel tempo..).
Il migliore dei tre è Paranoid, il pezzo più geniale è in Master of Reality, quello suonato meglio è Sabbath Bloody Sabbath. Si poi ci sono anche altri album che meritano, ma quella è un'altra storia.
Entriamo nel vivo? Ma si, dai!




Intanto possiamo tranquillamente dire, dati alla mano (dati che mi sto inventando andando a memoria....) che Paranoid è l'album che ha regalato ai Black Sabbath la giusta e dovuta celebrità.
Che si, Black Sabbath (il primo album) era un grande album, però in un mondo dove, per grazia divina, non c'erano millemila canali musicali (a fare cosa poi? trasmettere merda? Facessero almeno della sana Techno Hardcore..quella si ti fa muovere il culo) non è che diventavi famoso in tre giorni. Diciamo che dovevi anche lavorare, non bastava mostrare un paio di culi in tv.....e pensa che sono nato nell'86...cazzo sembro un vecchio lamentoso...
Passando ai pezzi, che è pure ora partiamo, da War Pigs. Che poi, oltre ad essere un pezzo anti-sistema (e questi tizi erano dei sinceri contestatori in pieno stile anni 60/70) ti diventa subito un classico e ti dice già tutto del loro stile, ovvero ti fa notare che non c'è nulla di superfluo (per non parlare di quel magico riff che risuona devastante quando meno te lo aspetti).
Paradossalmente il pezzo successivo è al tempo stesso il più famoso e quello di minore qualità. Non che Paranoid sia un pezzo spiacevole (anzi...è il classico che canti a squarciagola quando nessuno ti sente....tendi ad essere spaventosamente stonato...), solo che nel mezzo della qualità pazzesca dell'album ti somiglia un po' al compitino col ritornello canticchiabile. Però, oh, da qui a lamentarsene ce ne passa...
Fatta l'unica quasi-critica si entra in una dimensione parallela ed estraniante con Planet Caravan. Strano, lontano, evocativo. Sono tre aggettivi che di solito uso per questo pezzo. Non fai in tempo a pensarci che già ti sta trascinando in una dimensione oscura e lontana dalla quale non vorresti più uscire.
Di Iron Man credo si sia già detto. La cosa che ti colpisce di più e ti emoziona ogni volta è la perfetta combinazione messa insieme da Iommi (chitarra) e Ward (batteria...e che batteria), una miscela straordinaria tra un riff a tratti ossessivo e una lunga e perfetta serie di rullate che fanno da sfondo alla solita voce pazzesca di Ozzy.
Electric Funeral è uno dei tuoi pezzi preferiti. Non dei Black Sabbath eh, ma proprio del rock in generale. Lento, marziale, funereo (nel nome e nei fatti) e che ad un certo punto impazzisce (in senso buono), salvo poi tornare all'esasperata e perfetta lentezza iniziale.
Hand of Doom è la canzone delle spade. Non quelle che usavano i cavalieri, ma quelle che usavano i ragazzi dello zoo di Berlino... o Renton in quel film molto più figo che era Trainspotting. E a parte il titolo perfetto funziona anche tutto il resto.
Superato il più classico degli assoli di batteria che risponde al nome di Rat Salad che ha il pregio di far notare ancora più del solito quando sia bravo Bill Ward si passa al miglior pezzo dell'album che è Fairies Wear Boots. E cancellate quello che ho detto su Bill Ward perché è in questo pezzo che fa sapere al mondo di essere uno dei migliori di sempre. Se poi ci piazzi un testo che ti ha anche sempre strappato una genuina risata il gioco è fatto.

Nessun pezzo superfluo, nessuna pacchianata e tanta musica suonata come si deve. Si, al netto di tutto Paranoid è un album pazzesco e non solo per modo di dire.