venerdì 7 novembre 2014

Agenzia Alfa #32. Storie che si fanno leggere.


Alla fine ti fa anche piacere dirlo: per una volta tanto (non la prima, certo, ma era un po' che non lo scrivevi) hai letto un Agenzia Alfa composto da più storie che ti è piaciuto. Siccome fare la recensione di ogni singola storia contenuta nelle 288 pagine non ha gran senso (leggi "ha senso, ma viene una cosa decisamente lunga e non hai voglia") ti limiti a fare un discorso generale su quanto hai letto.


Omega. Storia di un nemico che stavolta non fa ridere. Per fortuna 
Ora, come sappiamo, pare destino che Omega spunti sempre da qualunque buco e venga inserito in ogni storia a forza a prescindere che la cosa abbia senso o meno. Epurata, almeno per ora, la sua presenza dalla serie regolare, ecco che restano pochi spazi per le sue comparsate mediamente fastidiose e inutili e questo poco spazio il nostro amico robot che soffre di manie di grandezza tende a trovarlo proprio nel balenottero. Ma. C'è un "ma". E c'è perchè stavolta il nostro amico meccanizzato sembra un personaggio che si muove seguendo un filo logico. In pratica è tutto qua. Per una volta il maniaco dedito allo stalking diventa un personaggio con dei piani, delle idee chiare e della finalità che risultano chiare anche al lettore. E fa anche delle cose che tengono viva l'attenzione.
Che sia l'inizio di una nuova vita per uno dei peggiori personaggi apparsi sulle tante testate di Nathan Never? Boh, forse no, ma almeno per stavolta ha fatto una figura dignitosa. 

5 storie. Sul serio. 
L'altra differenza vera e che si nota è che stavolta le storie presenti nell'albo sono state pubblicate con l'idea di offrire qualcosa di buono al pubblico. Nessun taglio netto (a far capire che lo sviluppo della storia è stato abbandonato), nessuna storia di bassa qualità e in generale un paio di storie (in particolare "Triplice attacco" e "Il dubbio") che avrebbero fatto la loro onesta figura anche nella serie regolare. Ma soprattutto un albo nel quale si vede finalmente all'opera l'Agenzia Alfa e non solo i soliti due agenti.  
In sostanza la lettura ha sempre tenuto viva la tua attenzione. 
Piccola nota per "Le due guerriere". Si tratta di una storia abbastanza strana perchè a)di base è piena di mimmate assurde (tipo Tanya che in 3 ore passa dall'avere una lastra nel petto all'essere del tutto indifferente al dolore) e b)al netto del duello tra robot giganti non ha quasi nessun senso. Storia bocciata? Anche no, perchè paradossalmente ti è risultata divertente e, rullo di tamburi, quel tanto diversa dal solito che non fa certo mai male. Così, per dire.

In sostanza
Un balenottero che si lascia leggere in ogni sua storia, che a tratti è anche divertente e che in generale ti ha intrattenuto per un discreto tempo senza farti inarcare il sopracciglio.