domenica 5 ottobre 2014

Nathan Never #280 - Il demone intermittente


Soggetto: Bepi Vigna
Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Romeo Toffanetti
Copertina: Sergio Giardo


Premessa 1 - scrivi la recensione solo oggi perchè ci hai messo circa 15 giorni a reperire un albo in edicola. Il che immagino sia dovuto a qualche problema di distribuzione...
Premessa 2- La copertina stavolta non ha colori assurdi. In compenso il titolo è tremendo. Peso delle due cose nella tua valutazione complessiva? Zero, sono elementi del tutto trascurabili, ma era tanto per dire... 


Credici o meno...
Una cosa che hai sempre detto nelle tue recensioni (o come volete chiamarle) è che Bepi Vigna da anni oramai sulla serie regolare non riesce ad esprimersi come in passato, mentre nelle altre collane, specie quando le storie sono slegate dalla continuity attuale e gli permettono di crearsi un contesto ad hoc (vedi la nuova serie da lui avviata su Universo Alfa) resta ancora un autore di tutto rispetto. Nulla di strano, sia chiaro, specie quando la serie si evolve talmente tanto da non sembrare più neanche parente di quella che era ai suoi albori. 
Tutto questo però solo per dire che in questa storia, per lunghi tratti,si è rivisto il miglior Vigna possibile. 
La storia da lui ideata infatti muove da premesse interessanti e si sviluppa, questo si va fatto notare, in modo molto diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. 
Così le lotte clandestine restano in buona parte sullo sfondo a favore di uno sviluppo di trama certamente molto attento e accurato che non lascia quasi nulla al caso. Nathan viene quindi affiancato da figure di un certo spessore anche quando le pagine a questi dedicate sono poche e da vita ad un intreccio che ruota attorno allo psicodramma di un uomo che resta a metà tra il bianco e il nero. 
Ci sarebbe di che essere soddisfatti e infatti la lettura ti ha lasciato MOLTO soddisfatto, ma devi anche far notare un paio di piccoli nei che rovinano leggermente una storia che resta comunque gradevolissima. 
Ti riferisci alle pagine finali e ti chiedi, aperto alla critica ovviamente, se era davvero necessario infilare un rapimento e un regolamento di conti tra delinquenti in una storia che aveva già detto tutto. Apprezzi la buona volontà nel voler dare di più, ma la semplicità a volte paga di più.

Una garanzia 
Negli ultimi tempi Toffanetti ha sempre portato bene, nel senso che le storie da lui disegnate sono anche quelle meglio scritte. Sarà un caso o anche no, di certo c'è che le sue tavole ti danno sempre soddisfazione. 

Concludendo 
Una bella storia senza dubbio superiore alla media attuale della serie. Non un capolavoro, ma basta e avanza.

Voto 
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 7-
Disegni: 7