domenica 26 ottobre 2014

Nathan Never #281 - Strage sul fondo

Diciamocelo:...quello scheletro fulminato è una delle cose più trash viste su una cover di Nathan Never...
Soggetto: Giovanni Gualdoni
Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Paolo Di Clemente
Copertina: Sergio Giardo


Ed eccoci qua a parlare dell'ultimo numero di Nathan Never. Per certi versi non so quasi più come iniziare queste recensioni (o presunte tali), per cui stavolta, con abile mossa, cercherai di metterla giù in modo diverso. 

Vi piacciono i treni? E gli oceani?
La struttura narrativa della storia in questione è chiaramente definita fin dal principio e diciamo che un lettore grosso modo sa già cosa aspettarsi. Questo perchè se ambienti la storia dentro ad un treno non è che puoi aspettarti tante variazioni di ambientazione mentre puoi stare abbastanza sicuro che vedrai alcune scene classiche che sembrano quasi obbligatorie per contratto (la passeggiata sul tettuccio di un vagone mentre il treno schizza ad alta velocità ad esempio...). Poi se questo sia o meno un difetto dipende molto da chi scrive e realizza la storia. Nel genere cinematografico, ad esempio, un film come Snowpiercer non ha certo sofferto limiti di questo tipo, mentre altre volte ne è uscito un disastro. Nel caso di "Strage sul fondo" tra il bianco e il nero prevale brutalmente il grigio
C'è il treno, c'è la minaccia, c'è quel pizzico di fantascienza, c'è anche il recupero di alcuni elementi storici della serie (la colonizzazione dei fondali e gli Esp) e in generale c'è una chiara idea di dove la trama debba andare a parare. Il che è però compensato da un ritmo altalenante, personaggi che dovrebbero avere un peso ma tra una cosa e l'altra muoiono senza suscitare grande impressione nel lettore e soprattutto, boia cane, c'è IL MALEDETTO SPIEGONE FINALE! 
Si lo so che sono delicato, incontentabile e fastidioso e dico sempre la stessa cosa, ma resta l'idea che la spiegazione facile facile messa li alla fine sia niente di più che una comoda scappatoia che per di più, oltre ad ammazzare il ritmo della trama, finisce anche per mettere a dura prova la stessa sospensione dell'incredulità. Cioè dai...quando mai il "cattivo" si mette a raccontarti la storia della tua vita nel mentre la morte è imminente? 

Si ma gli oceani? 
Volendo fare le pulci all'albo diremo anche tutto sommato ambientarla nei fondali oceanici era abbastanza superfluo visto che la presenza del mare è quasi del tutto ininfluente sia a livello narrativo che a livello grafico...

Di Clemente è tornato
L'ultima volta di Di Clemente non era stata particolarmente convincente il che di per se rappresentava già una sorpresa (cose che capitano). In questa occasione le cose sono andate meglio, anche se sicuramente hai visto lavori migliori dello stesso autore. In particolare non ti hanno convinto i volti un po' troppo spigolosi e irregolari,..

Concludendo
Un discreto riempitivo, ne originale ne sorprendente, che si lascia leggere onestamente e senza cercare di raggiungere particolari vette narrative. Gradevole, ma non indimenticabile. 

Voto 
Soggetto: 6
Sceneggiatura: 6
Disegni: 6


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