giovedì 24 maggio 2012

10 tizie tope (a caso) del cinema/tv/cazzonesò che di solito non se le ricorda nessuno.

Si vuole rimediare oggi ad un'ingiustizia. Quella che vede attrici e mignottoni artiste chiaramente gnocche non ottenere l'attenzione che meritano. Che non è che uno dica "mah, non mi piace", è solo che se fai l'elenco delle 10 che ti piacciono di più di solito non saltano mai fuori. Oh, prese a caso, mica che hanno un ordine. Che così più avanti facciamo un altro elenco. E si, oggi sono di fretta, ergo sono più sgrammaticato del solito. Che ci vuoi fare...

Ah: la classifica non ha ordini di merito. L'Ho messa giù come capitava
1- Brooklyn Decker 
Famosa (???) come modella. L'hai vista su Battleship. Solo che eri occupato a guardare quell'altra li, Rihanna e non te ne sei accorto. Ah, la sua parte era inutile. Rappresenta un problema?

NO. 

2- Hannah Simone
Metà indiana, 1/4 italiana, 1/4 tedesca e altri 2/4 che non rammenti cosa  e ti eri pure rotto le balle di leggere il trafiletto. La vedi su New Girl. Dove c'è l'altra, la donna della tua (MIA) vita, Zooey Deschanel. Però c'è pure lei. E ti fa piacere. 

3- Lizzy Caplan 
Cloverfield. Te lo ricordi quel film? True Blood allora.Quella colossale puttanata di True Blood la ricordi di sicuro. E si era pure su New Girl. Insieme a Zooey e Hannah, nella stessa scena. Pensiero..... 
...pensiero tremendamente zozzo... 

4- Malin Akerman
Che è pure l'unica cosa buona che ricordi della versione cinematografica di Watchmen.... 
....tanto buona..... 

5- Tricia Helfer 
Che è tipo la donna più "sbavata" dai nerd di tutto il globo. Ma prima al punto che la seconda non si vede neanche laggiù in fondo. Famosa però solo tra i nerd. Non è giusto... 
Ribellarsi a tale ingiustizia è d'obbligo! 

6- Nora Arnezeder
Te la ricordi in una parte vagamente insignificante di Safe House. Da allora le auguri una grande carriera. 

Non necessariamente però per le sole doti da attrice... 

7- Evan Rachel Wood 
La regina gnocca di True Blood, la tizia un po' così di "Le Idi di Marzo" (l'ho mai detto che quel film era di una noia mortale?) e via dicendo. La sua carriera va anche benone a dire il vero. Solo che nessuno se ne ricorda mai... 
Male.... 
Malissimo. Ah, si, lei ha 3 immagini perchè mi piace assai più di tutte le altre... 

8 - Abbie Cornish 


Che la prima volta che ci hai fatto caso era su quel film, quello pieno di gnocca da fare un baffo ad un film porno: Sucker Punch. 

Ecco, esattamente quello... 

9- Paula Garces 
Che era l'inutile agente Tina delle stagioni 5-6-7 di The Shield. E poi ha fatto altro, ma non ho idea di cosa...
...ma ne conservi un buon ricordo lo stesso. 

10- Kelly Carlson

Quindi,....prima di Nip/Tuck faceva...boh...dopo ha fatto...boh...però ha fatto qualcosa. Ma non ci ho voglia di cercare... 
tanto non è per la carriera televisiva che siamo qui... 


E oggi chiudo. Ci si vede domani. Olè! 

martedì 22 maggio 2012

Nel cuore della macchina. Nathan Never #252

Un  buon albo, sebbene forse leggermente inferiore al precedente, che sviluppa con la dovuta attenzione una saga che si fa sempre più interessante. Approfondiamo.

La storia. 
Così come per gli ultimi due albi anche qui siamo a fronte di due trame distinte. Una, quella più interessante è quella legata allo sviluppo della continuity e ha qui come protagonista assoluto Sigmund. A questa si aggiunge la storia di un ragazzo rapito dalla malavita per colpire un padre troppo intransigente con il crimine. Partiamo da qui.
Nella recensione del "Il faro di Alessandria" si diceva che la storia secondaria era di medio livello e funzionale solo in ragione delle poche pagine che occupava. Qui invece il discorso cambia radicalmente. La storia del giovane Simon Berker (il ragazzo rapito), sebbene non originalissima, avrebbe tranquillamente potuto reggere anche come unica trama di un albo. Una storia piacevole che vede l'utilizzo avveduto anche di tutti i comprimari nel rispetto del momento "storico". 

A tal proposito è necessaria una parentesi. Va fatto notare che la storia è ambientata tra la fine della saga spazio-temporale (NN 194-199) e la Guerra dei Mondi. E questa spiega perchè l'albo fatichi maggiormente ad "ingranare" rispetto ai due precedenti. Se inserire nuovi tasselli collocandoli all'inizio della lunga saga Neveriana (ne "Il segreto di Sigmund") o all'inizio della seconda fase della testata (come, appunto, in "Il faro di Alessandria") era impresa che richiedeva grande attenzione ecco che farlo nel periodo in cui la continuity si era fatta più fitta diventa quasi impossibile. Tantissime le trame con cui fare i conti: la fine della guerra tra la Terra e le Stazioni (che coincise con il restyling della testata), le conseguenze della caduta di Urania, l'abbondo di Legs, il tradimento di Andy, l'arrivo in pianta stabile di Sara e via dicendo. Un lavoro non invidiabile che, diciamolo, alla fine è senza dubbio riuscito. Ma con qualche perdita. 

Rigamonti deve riassumere e comprimere moltissimi fatti. E sacrificare alcuni personaggi; due fra tutti: Andy e Sara. Con il primo se la cava alla grande. Un lettore che non conoscesse Andy non avrebbe difficoltà a capire che è un grandissimo stronzo (mi si perdoni, ma è l'unico termine che gli si addice). L'espediente del sogno racconta quanto serve e dice tutto senza dire nulla. Meno bene per quanto riguarda Sara. Non tanto perchè quasi non appare (il che è comprensibile), quanto per il fatto che appare come un personaggio secondario della vita di Nathan se non addirittura un mero rimpiazzo di Hadija. Si cancella in tal modo la lunghissima e complicatissima storia tra il nostro agente e la bella ex-procuratrice e l'importanza della stessa nella vita di Nathan. E si cancella il finale non limpidissimo della relazione con Hadija. Finale che non era dovuto alla morte della stessa quanto al logorio devastante del loro rapporto che non resse di fronte alle prove del destino (come narrato nella bellissima tripla "Nemico Pubblico", NN #135-137). Un po' di perplessità quindi ci sono.

Meglio, molto meglio, Sigmund. Grazie ad un uso impeccabile delle didascalie (che non è una novità) seguiamo l'evolversi del suo inconsapevole dramma interiore. Si tratta, in fin dei conti, della ricerca di un'utopia personale che lo stesso polacco finisce per mascherare con il rigetto della società. Una menzogna autogiustificativa utile a nascondere il rimorso per le sue scelte. La cosa che davvero ho apprezzato è che il tutto risulta naturalmente dalla lettura, senza bisogno di voli retorici o la forzatura della naturalezza con la quale si muove il personaggio.


Infine Legs. Su di lei gli autori della saga stanno facendo un lavoro impeccabile. Anzi: encomiabile. Ci stanno infatti restituendo un personaggio vero e con un cuore pulsante rimuovendo tutti gli stereotipi che ne avevano fatto poco più che una macchietta. La cosa impressionante è che ci stanno riuscendo senza darle più dello spazio strettamente necessario e senza forzare alcunchè. Se due pagine ci davano la vera dimensione della relazione con May (sempre nel #251) anche qui lo stesso spazio è più che sufficiente a spiegare le ragione che le hanno impedito di essere davvero felice con Janet. E quello scambio di sguardi con May a pagina 90....basta dire che ripaga di molte attese e domande.

Concludendo. 
L'unica vera pecca che ho riscontrato è il finale. Sull'entità della minaccia nulla da dire, ne sapremo di più il mese prossimo. Ma la reazione di Sigmund nelle ultime pagine è un po' troppa apatica. O meglio: non ci viene trasmesso sufficientemente l'angoscia che lo stesso prova. Peccato, ma sospendiamo il giudizio fino al mese prossimo e ci limitiamo a far notare che i disegni colmano in buona parte questa unica lacuna. 
Complessivamente è ugualmente un ottimo albo che si legge molto volentieri, sviluppa molto bene la saga e continua nell'opera di restaurazione (umanamente parlando) dei protagonisti. 

Disegni. 


I disegni di Patrizia Mandanici sono un po' come il "piacevole ritorno a casa". Ossia: si va sempre sul sicuro. E urge una confessione. Ho sempre apprezzato molto la sua capacità di dare un tocco personale a personaggi noti. Un tocco che trasmette qualcosa che la fredda e, magari, impeccabile tecnica di altri disegnatori non concede al lettore (il che non implica che la tecnica della Mandanici non sia impeccabile...).
Tecnicamente comunque i disegni sono superiori alla media già alta a cui la Mandanici ci ha abituato. Le fisionomie e l'espressività dei volti non sono una novità, mentre un complimento a parte va fatto per le ambientazioni. Lavoro ottimo, nulla da aggiungere. 

Valutazione.
Soggetto (Antonio Serra): 7.5 (la storia), 8.5 (la saga nel suo sviluppo)
Sceneggiatura (Davide Rigamonti): 8 (preso atto delle difficoltà inevitabili di cui sopra).
Disegni (Patrizia Mandanici): 8.5

E noi ci si rivede a breve per la recensione di Universo Alfa. Saluti! 


lunedì 21 maggio 2012

Napoli - Juve 2-0. Oi vita!


E niente.  Sei ancora li che rosichi per ieri sera. Che alla fine, diciamolo, ha vinto la squadra giusta. Cioè quella che ha giocato meglio e ha avuto più voglia di vincere. Però ti girano. E tanto.


Che dai, chi lo avrebbe mai detto che una squadra che ha passato la settimana a festeggiare lo scudetto e ha fatto passerella al nuovo "Juventus Museum" sarebbe arrivata scarica e priva di grinta alla finale?
E ti secca anche perchè dopo i primi 15 minuti in cui il Napoli ha avuto millemila occasioni la partita si era messa sul binario giusto, con la Juve in controllo. Solo che c'era Borriello preoccupato per la marca di gel da capelli da usare, ragione per cui non ne ha presa una che fosse una. Nulla da dire invece a Pirlo, Marchisio e Vidal, che sono mancati, ma dopo un anno a tirare la carretta è anche vagamente comprensibile.
Mettici anche Conte che dopo un anno perfetto si è messo a fare esperimenti proprio in finale. Caceres (che è assai bravo) ed Estigarribia (assai meno bravo, ma corre) assieme....magari alla 21° di campionato...non in finale.

Ed amen. Anzi no: ti secca perchè hai l'impressione che la solita Juve avrebbe triturato il Napoli tra la fine del primo tempo e l'inizio del secondo. Che loro hanno sbloccato solo con un rigore (giustissimo sia chiaro).
E vabbè. La Coppa Italia è andata. Peccato. Che comunque è stata una stagione meravigliosa. E Cavani...anche se hai fatto gol alla Juve mi piacerebbe vederti lo stesso in bianconero... (ma NON arriva tranquilli...).

E in chiusura. Diciamolo: è anche bene che una squadra come il Napoli vinca qualcosa. Non è uno sfottò. Semmai è il giusto premio ad una squadra che è stata costruita con un lungo lavoro e con tanta serietà. Segnatevelo, perchè è l'ultima volta che faccio un complimento al Napoli...





sabato 19 maggio 2012

I gruppi che: quando ero ggggiovane! Capitolo III: Nightwish

Dopo due settimane di latitanza torna la rubrica musicale.  Che a dire il vero piace solo ai metallonzi e ai poser (specie ai poser che così possono far finta di far parte del gruppo, ma invece no, pussa via falso giuda bugiardo!).
E oggi parliamo di un gruppo che, boh, non ascolto più da un pezzo. E che ti piaceva fin li. Ma siccome ai tuoi amici piaceva allora te lo sorbivi pure tu. Nightwish sia quindi! 

nella formazione originale. Con Tarja Turunen. La cui voce era l'unica cosa che ti piaceva davvero. Anzi...con Tarja Soile Susanna Turunen Cabuli 

e quella con Anette Olzon. Che se la cava...ma loro sono diventati molto più fastidiosamente tamarri.

Oh, la loro carriera inizia con Angels Fall First. Anno 1997. Che ti dicono fosse un gran bel cd. Sarà. A te pareva di una pezzenteria galattica. Registrato male, pensato peggio e suonato alla nd cojo cojp. Che, oh, ho già accennato il fatto che loro musicalmente non valgono una tega e li ha salvati per anni la voce meravigliosa di Tarja. Ecco. Nel primo non le hanno dato lo spazio necessario. E infatti. Boh... male. 
Peraltro si noti il design pezzente della copertina fatta, credo, dal primo bambino che passava o dal classico fotografo amatoriale che si crede bravo. 


Bon. Poi finalmente arriva, nel 1998, il vero primo album fatto bene. Ossia Oceanburn. 
Che stavolta a Tarja danno carta bianca e si nota. Tipo con questa canzone. 
Che dai, stavolta la pianola l'hanno suonata discretamente, ma cmq restano dei pivelli a livello strumentale. 


...e la copertina l'ho fatta io una sera che ero sbronzo marcio.... e si nota...credo una delle cose più brutte che ti sono mai capitate in mano. Si, che sai com'è da giovane facevo lo sbaglio di comprare i cd... 

E arriva il 2000. Quando i, uh, nostri danno alla luce Wishmaster. Che dai, diciamolo, era veramente bello. Ma tanto tanto. E la title track era veramente notevole.

Che poi si è prestata a mille parodie. Emmò ve la piazzo in una versione giusta. Però il pezzo resta notevole. 


E però dai...smetterla con le copertine low cost non sarebbe una cosa malvagia...cazzo, va che robaccia... 

A questo punto potevano anche smettere che ce li saremo ricordati con affetto. E invece niente. Che son andati avanti. Vabbè...


Nel 2002 partoriscono Century Child. Tipo che un mese prima avevano annunciato un lungo periodo di inattività e che avevano fatto la prima gazzarra con Tarja. Che ci dice "qua la carretta la tiro io che voi da soli non valete una nerchia". Eh circa...piace immaginarla così... 
Che, a parte la copertina a mala pena meno pezzente delle altre, è un album comunque discreto. Solo che oramai, arrivati alla 4° uscita vorresti sentire un pelo di fantasia in più... per c'era "End of all hope" che era veramente una bella canzone.... 

ah...per la nota: dal vivo lei era brava davvero. Loro steccavano tantissimo però... .Evolution Fest del 2005. Ci ho ancora la maglietta di quella volta...che ci ero andato per i Dark Tranquillity.. 

E adesso si son fermati. E no, che sono andati avanti. Ed è uscito, era il 2004, Once. Che ci hanno fatto il tour e poi nel 2005 hanno cacciato a pedate Tarja. Che ci teneva troppo ai soldi dicevano loro. Che se non è per me i cd non ve li compera neanche vostra mamma diceva lei. 

Ah l'album era bellissimo. Così bello che non lo ascolto dal 2004 credo... peccato che stavolta la copertina era fatta bene. 

E niente. Sono andati avanti sostituendo Tarja con Anette Olzon. Che ti dicono che è brava. Lo è, ma ha la classica voce che hanno le cantanti delle metal band. Nulla di più. Con loro sempre scarsoni. E ti diconoche hanno fatto due album...peccato che nel mezzo mi sia passata la voglia di ascoltarli...abbandono compiuto. Che nel mezzo invece Tarja ha quei mille impegni e progetti...sfigati, vi sta bene! 

Puntate antecedenti: 

giovedì 17 maggio 2012

Il mio mini Reboot Dc. Parte 2: Lanterna Verde e Justice League.


Proseguiamo da dove ci siamo fermati ieri. Il tema è sempre il reboot (che boh, mica ci ho visto tutto 'ste novità dentro...) della Dc. Oggi parliamo di una serie di cui non vi frega quasi nulla ma che però vende abbastanza e a me piace tanto, ossia Lanterna Verde e di un'altra serie che invece piace a tutti, ossia Justice League.

Emmò andiamo.

Si inizia da Lanterna Verde, che sennò se la metto alla fine non ve la cagate di striscio. Che tanto la maggior parte di voi sarà già andata alla fine del post... e che a me invece le saghe a base di battaglie spaziali  a colpi di raggi laser mi son sempre piaciute assai.
1- Lanterna Verde #1: Si inizia con Hal Jordan che non è più nel corpo della Lanterne e Sinestro che torna a farne parte. Reboot vero eh? Manco per la cippa. Che se dopo Batman e Superman vi pareva che il nuovo universo Dc fosse  uguale a quello vecchio ecco che qui ci avete proprio ragione e infatti si ricomincia dalla saga delle "Guerra delle Lanterne". Che, boh, a te pareva fatta alla "ndo cojo cojo" e forse è pure vero. Che però la storia inizia bene. Un po' perchè Sinestro è incazzatissimo, un po' perchè Hal fa la sua bella figura di palta (che se la merita sempre..) e un po' perchè c'è quella topolona di Carol Ferris (sotto), un po' perchè sembra l'inizio di una gran bella saga e un po' perchè Geoff Johns e uno che i nerd li capisce e scrive anche bene.
(Carol Ferris, che ci ha il costume carismatico...) 

A questo si aggiungono i buoni disegni di Doug Mahnke (che te lo dico a fare che son buoni...) e il gioco è fatto. La prima è andata bene. 

2- Si prosegue con "Il corpo della Lanterne Verdi", ossia con le avventure di Guy Gardner e John Stewart. Che son lanterne come Hal ma però non ti stanno sulle palle e la cosa è tutta a favore della serie. Anche qui una storia che si presenta bene, scorre via senza mai dare noia e alla fine ti lascia il desiderio di continuare a leggere. In verità non sembra annunciare nulla di sconvolgente sia chiaro, però si fa apprezzare. Pure qui ottimi i disegni (di Fernando Pasarin), ma, come già detto vale per quasi tutto il reboot. 

3- L'albo si conclude con "I Nuovi Guardiani". E qui tocca a Kyle Rayner e, si, lo diciamo, lui ti sta pure simpatico. Storia abbastanza buona per un riempitivo in cui succede ancora poco e non è chiaro dove si voglia andare a parare. Che essendo solo il primo episodio non è un gran problema comunque. Anzi a dirla tutta i disegni di Kirkham mi son piaciuti davvero tanto. 

Nel complesso davvero un bell'albo. Che non ha niente a che fare con un reboot, ma chissene. 

Voto all'albo nel suo complesso:
Ossia 4/5 di Chuck. meno del pollice alto ma decisamente buono.

E ora Justice League. Che si vabbè lo so...era quello che vi interessava di più. 

1- "Justice League" #1 è effettivamente una gran cosa. La migliore tra le 12 serie che ho letto finora senza alcun dubbio. Ovviamente è solo l'inizio ma promette bene che meglio non si potrebbe. Per ora sono comparsi solo 3 eroi e la Justice League non esiste ancora, ma è stato bello vedere gli eroi prendersi per il culo e scambiarsi pugni e sberloni. E poi ci sono i disegni di Jim Lee. Che solo per quelli potresti comprare l'albo. Anzi due. E la storia è di quel Geoff Johns di cui si diceva prima. 
E qui abbiamo Batman braccato in quel di Gotham mentre fa il suo mestiere (che la Gotham di queste pagine è meravigliosa);
Hal Jordan che fa la domanda da coglione,.....che se hai davanti Batman è ovvio chiedergli se esiste davvero...metti che la polizia abbia mobilitato tutte le sue forze per sport... 
E infine Superman che spacca come non mai. 
Puro ludibrio! 
2- Ecco, poi c'è il primo capitolo dell'altra lega...la "Justice League International". Che non mi è mai piaciuta e qui c'è una storia che più noiosa non poteva essere. Che poi gli eroi secondari della Dc non è che mi entusiasmino (ci sarà un motivo per cui prima del reboot la Marvel faceva regolarmente a pezzi la Dc, no?). 
Unica cosa carina sono i disegni di Aaron Lopresti. Carini, non bellissimi però. Qui va detto: maluccio... 
3- Chiude "Hawkman". Che è uno dei personaggi che mi piace meno in assoluto. E la storia francamente non promette nulla di buono ne tantomeno di esaltante. Ci provo ancora il mese prossimo sennò la abbandono. 

Voto all'albo nel suo complesso:
2 Chuck e mezzo. Che il primo numero della nuova Justice League vale il massimo dei voti, ma il resto dell'albo è davvero pesante, quando non assolutamente noioso. 


E anche per oggi ci si saluta. Se tutto va bene settimana prossima mi procuro altri due albi, che sono Wonder Woman/Green Arrow e Giovani Titani. Nel caso vi si fa sapere. 


mercoledì 16 maggio 2012

Il mio mini Reboot Dc. Parte 1: Batman e Superman


Eh si. Alla fine la curiosità ha avuto il sopravvento e dopo un paio di anni mi sono ritrovato con in mano un albo  della Dc. Che avevi smesso perchè ti facevano pena, mica per altri motivi e che Superman era sempre stato il capo boy-scout perfettino del ghe pensi mi.
Ho preso, per ora 4 albi (Batman, Superman, Lanterna Verde e Justice League) quindi 12 serie delle 52 in programma. Se tutto va bene a breve dovrei avere anche Giovani Titani e  Wonder Woman/Green Arrow (ma di queste si vedrà la settimana prossima ventura...che i soldi poi son tanti...).

E com'è andato 'sto reboot? Bene o male? Eh dai...diciamo bene. A tratti molto bene. 




Partiamo da Batman. Che per la nota non mi è chiarissimo dove stia il reboot. Semplicemente Bruce Wayne ha smesso di fare il pagliaccio in giro per il mondo elemosinando stima per fini non esattamente chiari  (che no, la trama era chiara, ma c'è un motivo se nell'ultimo anno non ho letto nulla dell'uomo pipistrello...). Un nuovo universo Dc che, boh, almeno qui è uguale a quello vecchio, ma se lo dici ad alta voce la fumetteria ti manda un sgherro che ti prende a botte.
1- Però la serie "Batman" inizia molto bene davvero. Sarà che Bruce è tornato a fare il suo mestiere, sarà che Dick Grayson si è tolto dalle balle. Però è vero senza dubbio che la storia (scritta da Scott Snyder) fila a meraviglia e ci rimani male al pensiero di dover aspettare un mese per leggere il seguito. Ed è anche vero che Greg Capullo ha messo giù delle tavole mica male.
(tavole tipo questa)

2- La serie Detective Comics invece no, inizia anche meglio. Anzi, sticazzi! Ti fa venire la pelle d'oca e per il momento è la cosa migliore che ho letto nell'ultimo paio di mesi. Fa tutto Tony Salvador Daniel. E ci piazza un Joker mica da ridere. Con una dose di violenza davvero impressionante. Che ti ricordi perchè di tutti i supercattivi del fumetto americano lui era quello più grandioso e geniale. Che Lex Luthor non è un cacchio di nessuno. Una storia pazzesca. Che il mese prossimo fai picchetto davanti alla fumetteria. Voto 10. 
3- Nightwing. Dick Grayson non l'ho mai retto. Una vita a fare il leccaculo del boss senza avere uno straccio di ambizione. Uno zerbino. E però! Higging (testi) e Barrows (disegni) ci hanno messo impegno e alla fine la sua storia ha il suo perchè. Rapida, indolore e pure abbastanza piacevole. Chiaro. Dick deve morire bruciato. Ma la storia è piacevole. 

Voto all'albo in questione nel complesso:
Che a sta dire il massimo dei massimi. Batman supera la prova e il mese prossimo me lo ripiglio. 

Passiamo ora al precisino della minchia per eccellenza. Superman. 
1- Si inizia con Action Comics. Che ci fa vedere un Superman ancora giovincello che va in giro con la t-shirt griffata con la grande S, i jeans da giovane, il mantello fatto di tovaglia e gli scarponi da manovale. Che detta così è una grandissima cazzata e probabilmente lo è davvero. Però anche qui, sarà quel che sarà e sarà che c'è Lex Luthor,  ma la storia mi è piaciuta. E vedere Superman prendersi una riga di randellate ogni tanto fa piacere (anche se alla lunga non funzionerebbe visto che ammazzerebbe il personaggio...). E anche qui ottimi i disegni (ma è una costante del reboot e della Dc in generale). Troppo presto per un voto, ma al momento ci piace.
2- Superman #1. Ecco. Qui non ci siamo. Che vediamo pagine vagamente inutili e retoriche all'inizio, una vagonata di botte dopo tra Superman e un tizio che sai già che perderà miseramente e che dopo 10 minuti uscirà dalla tua memoria per andare chissà dove. E pure i disegni te li hanno caricati talmente tanto che alla fine ti bruciano gli occhi e però ti sei accorto che non erano a livello. 
(e quando lo hai visto ergersi nella sua perfezione ti son girate ancora le palle...).

3- Si chiude con Supergirl #1.  Che insieme ad Action Comics è l'unica delle 6 serie che ti dia l'idea di un reboot vero e proprio. Qui siamo sullo stile di Nightwing. Solo che la storia scorre ancora meglio (anche perchè c'è solo lei che legna a destra e sinistra) e Kara sta al 10° posto della classifica , mentre Dick è un povero pirla. 

Voto all'albo nel suo complesso: 
(ossia bene, ma attendiamo di vedere come evolve....)

Cioè si salva con Action Comics. Ci sta bene anche Supergirl, ma la prima del nuovo Superman non mi dice nulla.

Noi si saluta e si torna domani con Lanterna Verde e Justice League.