lunedì 15 maggio 2017

la verticale del degrado nel profondo Nordest

Introduzione. Serve a sembrare una persona di cultura e ad ingannare, in tal senso, il lettore. Di fatto è inutile. 

Con il concetto di "verticale del potere" si intende uno status specifico di una nazione nella quale ogni forma di esercizio del potere dipenda dal volere del capo supremo/dittatore/tizio autoritario e che preveda la rimozione selettiva di chiunque, ricoprendo incarichi di potere, non sposi la visione del suo vertice. Per essere chiari si usa questo termine quando si parla della Russia moderna, cercando quindi di ascrivere a Vladimir Putin il controllo di ogni ganglio del potere nel suo paese. 
Il termine pecca di sufficienza e di una certa ignoranza di fondo dato che, nel caso specifico, la Russia si regge su una coesistenza di interessi e sulla coabitazione di poteri forti non necessariamente in armonia tra loro. Per farla semplice Putin governa un consiglio di amministrazione formato da burocrati, militari, spie e grandi oligarchi. Li rappresenta e li coordina e da essi dipende a sua volta. Ma questa è materia per cremlinologi e politologi seri, noi qua parliamo di alcol e droga.

Argomentazione principale. Serve a far capire di cosa si vuole parlare

Con il concetto di "verticale del degrado" si intendono invece le attività e lo stutus specifico di una compagnia di amici che durante un venerdì/sabato sera dipende integralmente dal consumo smodato di alcool e droghe. Per essere chiari si usa questo termine quando si parla di una serata nel Nordest.

Il Nordest. Serve a capire dove siamo. 

Per capirci è necessario spiegare al resto d'Italia e quegli altri tizi del nord (quelli che sono convinti di essere dei fighi perchè abitano a Milano...) cosa sia il Nordest. Partendo dai luoghi comuni che, di regola, nascondono aspetti deleteri e taciuti per mere ragioni di campanilismo.
E si, arriviamo anche all'alcool. 
Andiamo per punti: 

1) Il mio lavoro......guarda... non ti dico!
Allora, chiariamoci. Non è che qui tra Veneto e Friuli siamo dei coglioni ai quali piace più lavorare che scopare o fare festa. Capiamoci. 
È una pura questione di senso del dovere che ereditiamo fin da bambini e che diventa quasi una questione di moda. In pratica se a 30 anni non hai un lavoro da queste parti ti trattano un po' come uno sfigato e, superata la fase di compatimento ti sentirai dire "beh, però devi anche cercare di accontentarti di quello che trovi, l'importante è lavorare... o no?"
NOOOOOO!. Questa è una cazzata. Ma. 
Ma tanto lo capiamo quando è tardi e dopo esserci fatti massacrare i testicoli in luoghi di lavoro orrendi e senza futuro. 
Ergo il venerdì sera arrivi al bar coi nervi devastati da un lavoro che ti fa cagare ma che senti di dover fare a tutti i costi e ti sfoghi bevendo, fumando e bestemmiando. A Milano si chiama stress, a Roma si chiama situazione di disagio, a Torino prende il nome di "momento complicato della vita". A Treviso si chiama "Dammi una bottiglia di rosso e un calice che questa me la bevo da solo, grazie!".
Questo è il primo elemento della "Verticale del degrado".
i cittadini del Nordest sono come dei muli. Sgobbano a morte. Ma non sanno assolutamente perchè.
La nostra concezione del laovro a tutti i costi serve a farci sentire "diversi da..." e "migliori di...".
E per questo spesso non ci da alcuna soddisfazione.


2) Questione di cultura. Più o meno. 
Il mito del lavoro prima di tutto ha effetti devastanti sia sulla vita sociale che sulla psiche della persona che arriva ad usare il lavoro come una specie di scudo contro il mondo e la vita e come giustificazione a tutto. 
Poter dire di avere un sacco di lavoro da fare torna utile per le cose che non vuoi fare. 
Seguono esempi di botta e risposta tra una persona normale e un tipico soggetto delle mie zone.

Esempio 1
Domanda: "Hai mai letto un libro?"
Risposta "E quando? Mi ho da lavorar tut al di, no g'ho temp par lezer".

Esempio 2
Domanda: "Oh ma tu perchè hai smesso di andare a scuola così presto?"
Riposta: "Parchè studiar l'e na perdita de temp, mejo ndar subito a lavorar!"

Esempio 3
Domanda: "Ti vedo molle, come mai così stanco? Ancora droga?"
Risposta. "lavore mi, mia come ti che no te fa 'na sega de nient!"

L'effetto sulla persona invece è ovvio. Tali persone non hanno mai sviluppato interessi che fuoriuscissero dal campo lavorativo e quindi mediamente non sanno come ammazzare il tempo e non sanno cosa fare e quindi si rintanano nel luogo più diffuso dell'area. un bar. E la verticale del degrado si fonda su tutto ciò. 

3) Il termine "aperitivo lungo" e la sua oscura origine.

Pordenone è una comune fantastico. Si accendo alle 18.01 con il primo spritz e si spegne appena paghi il conto dieci minuti dopo. In pratica o bevi o fai shopping. 
Vittorio Veneto è ancora meglio. Devastata da un golpe portato avanti dai pazienti del reparto di geriatria è oggi una città dove la vita giovanile è bandita. 
Poi c'è il resto. Si fa presto a dire Venezia, Padova o Verona, ma poi c'è il resto.
Il Resto: 




E i restanti paesi: 


Belli vero? Beh si, in realtà le zone sono bellissime, ma attorno a questi paesi ci sono solo campi per milioni di chilometri quadrati. Se guardate una mappa vi rendete subito conto che il Friuli Venezia Giulia ha più lettere nel nome che paesi e abitanti.
Siete quindi costretti nei confini del vostro sperduto comune. Dove ci sono solo due osterie, un bar, un pub e una birreria.

4) l'importanza del risparmio. Il valore della quantità. 
Siccome lavorare comporta fatica, fastidio e alterazioni emotive solo parzialmente placate dalla droga (vabbè, qua sono autobiografico), è buon costume cercare di non sputtanare quando guadagnato al costo di tanta fatica già al primo weekend.
Esistono un sacco di bar per fighetti che hanno bisogno di farsi vedere in camicia e che provano un qualche strano piacere a pagare 9 euro per un Long Island. Esiste poi anche il vero uomo che si massacra coi tagli di vino. Perchè un cocktail costa 7 euro. Ma una bottiglia  buona ne costa 12 e ci bevi di più. Inoltre il vino non ha ghiaccio ed è tutto alcolico. Il vino vince.



Naturalmente il fatto che non esistano alternative ai bar in questi paesi incide parecchio sul modo di spendere.
Alla fine è tutto un gorgo che ti porta al bar per bere e a bere bottiglie di vino per spendere meno e ubriacarsi prima.

5) La tradizione
Siccome è tradizione andare a bere è anche tradizione che la maggior parte dei nuovi locali sia di fatto un bar o una qualche inutile variante dello stesso. La musica serve più che altro a coprire le bestemmie.
Dato che i locali sono prevalentemente bar (quasi tutti uguali) succede che la gente passi molto tempo, guarda caso ai bar.
Vicolo cieco, figlioli. Vicolo cieco.

Concludendo

Nel weekend sono stato all'adunata degli Alpini.
Oggi anzichè essere al lavoro sono a casa steso a letto e sto emettendo i tipici odori della decomposizione. Alessandra, quella povera ragazza che mi sopporta, stamattina mi ha chiesto perchè diavolo io mi debba sempre sbronzare a merda.
Non volevo darle una risposta banale.
Lei ha capito e tutto è finito per il meglio.
Io amo i lieti fine.







Però. Pensandoci.
Chi è questa Alessandra? E dove cazzo sono???
Bah....maledetti trent'anni!