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giovedì 10 ottobre 2013

Gravity - La recensione. Quel complesso che non hai più!


Osannato dalla critica, devastante ai botteghini (61 milioni sono negli Usa dopo 3 giorni) Gravity è un film che meriterebbe un discorso lunghissimo. Che tu non farai sopratutto per una mancanza di mezzi culturali e quindi parlerai da semplice spettatore.

Uno e uno solo
Gravity è un film unico, con un solo genitore lontano nel tempo, quasi un creatore divino, da cui prende ispirazione negli aspetti esteriori ma difendendo l'assoluta originalità della propria anima.
Un film che quasi non ha storia (due astronauti alla deriva nello spazio che devono riconquistare la terra...e fine) eppure un film che per una appassionato di fantascienza (o di pura e semplice scienza astronomica vista la concretezza della pellicola) risulta indimenticabile e di bellezza tale da provocare una crisi epilettica di fronte ad alcune sequenze visivamente inarrivabili per il cinema fracassone e spesso vuoto di oggi.

martedì 29 gennaio 2013

Lincoln. Giù il cappello, applausi a scena aperta, nodo alla gola e pelle d'oca


Fermi tutti. Non cominciate con il solito menù a base di commenti scontati. Commentando che "è il solito film carico della solita retorica" o "l'ennesima film fatto per far vedere quanto è grande l'America" e via dicendo. Dimentica perfino la versione scialba e insopportabile in cui si è manifestato Spielberg negli ultimi anni e recuperate quello che vi ha fatto innamorare nei tanti anni precedenti. I critici per abitudine invece se vadano subito. Qui non avete cittadinanza. Non quando si parla di Lincoln. Non quando si parla di un capolavoro. Si, un capolavoro e non intendo girarci intorno.

Perché? 
Un capolavoro per tante ragioni. La prima è Lincoln stesso. Perchè alla fine uno deve chiedersi che cosa ci rimane del presidente abolizionista una volta visto il film. Ecco, a ragion veduta diciamo che ci rimane un personaggio unico e straordinario. Un uomo di potere che non amava il potere; un uomo umile e semplice e pure regale come nessun altro; un oratore quasi impacciato e pure magnifico nelle sua eloquenza; un presidente ma prima ancora un padre sia per i suoi figli che per il suo paese; infine un uomo pragmatico e concreto, ma sempre determinato a realizzare un sogno. Un uomo, insomma in cui tutti si riconoscono dai figli ai concittadini allo spettatore stesso. Più semplicemente: affascina, questo Lincoln, e ti accompagna anche fuori dalla sala incuneandosi li, da qualche parte nella tua testa, con i suoi meravigliosi discorsi e le sue azioni con le quali riesce a toccare tutti i tasti giusti. Merito anche di Daniel Day-Lewis, che si è calato nella parte in maniera incredibile.

Ma c'è tanto altro oltre al presidente. A partite dagli altri personaggi diremo. Una menzione va fatta per la moglie. L'idea è chiara: rendere una donna che fosse al tempo stesso forte, combattuta e combattiva e dilaniata dal dolore per una perdita terribile. Spielberg ci riesce senza fare ricorso a facili pietismi e senza mai cadere negli stereotipi. Ma ce ne sono troppi per soffermarsi su ognuno dei componenti di questo straordinario mosaico.

Quanto alla sceneggiatura.Trascinato da un protagonista meraviglioso e da un senso di solennità mai eccessivo riesci anche a trovare il tempo per farti qualche risata di gusto (perchè  la politica si presta anche a questo e Spielberg lo sa bene) e non mancano mai le emozioni forti o i grandi momenti di commozione. E resta incredibile, a mente lucida, che tu abbia potuto trovarti li con il fiato sospeso di fronte allo svilupparsi di eventi di cui, alla fine, sai giù il seguito. Magistrale. E basta.


Ti è piaciuto come non ti saresti aspettato questo Lincoln. Ti ha lasciato li sulla poltroncina con il fiato sospeso e ti ha regalato emozioni mica da ridere. Andare a vederlo non è un consiglio. Ma un ordine!