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venerdì 14 aprile 2017

Hawkwind. Tra viaggi lisergici e Space rock


E si, quello è Lemmy Kilmister, uno degli uomini a cui si deve la mia passione per la musica rock. Non avrei mai pensato di commuovermi, un giorno, davanti ad una sua foto.

Gli Hawkwind, per chi non ne avesse mai sentito parlare (verosimile), sono una band che ha dedicato gli anni migliori della sua storia allo Space Rock e, in modo molto più ruvido e semplice, al prog. Definirli "prog" in particolare può apparire forzoso se non si tiene conto che con questo termine si intende non tanto uno stile quanto un'idea, ossia quella di elevare il rock andando oltre quanto già proposto (magnificamente) dal blues, dal R&B e da altri generi che ne costituiscono la base essenziale. Una ricerca che ha avuto ad oggetto sia la musica che i testi e che quindi ha prodotto risultati molto diversi e spesso fruibili da parte di categorie di appassionati molto divergenti tra loro.
[segue lungo post]

giovedì 2 marzo 2017

The Who, una magia che non smette di incantare


Il genio è uno spiritello che si diverte ad allietare e migliorare le nostre giornate e le nostre vite.
Quello stesso spiritello, nei suoi momenti migliori, ci ha regalato il blues.
Poi, non pago di regalarci emozioni immense, ci ha donato anche musicisti in grado di partire dal blues e creare qualcosa di magnifico: il rock. In tutte le sue ibridazioni e contaminazioni. Il rock, perchè al mondo si può vivere per molto meno, ma se hai l'arte a portata di mano perchè non approfittarne? 
Beatles,  Rolling Stones, Cream, The Animals, Led Zeppelin, Ten Years After, King Crimson, Pink Floyd e tanto ancora. Tanto al punto da farti dire che almeno musicalmente Londra non ha mai smesso di essere Impero. 
E un impero ha una corona e a sua volta la corona ha un gioiello che risplende più degli altri. Si, quel gioiello sono gli Who.
Perchè erano tante cose al tempo stesso, ma sopratutto perchè ogni volta che ascolto gli Who mi sembra di ascoltare decenni di musica successiva condensati in un solo gruppo ed in una sola testa, quella di Pete Townshend. 

lunedì 24 ottobre 2016

Quando ascolti i Led Zeppelin


Good Times, Bad Times, you know I've had my share;
When my woman left home for a brown eyed man,
Well, I still don't seem to care.

nanannananannananannanananananananannanannnanananan!

Sarebbe un assolo di chitarra da paura, ma le onomatopee rendono fino ad un certo punto. Cos'è una onomatopea? Un residuo del liceo classico. Prima che droga, alcool e la pubblica amministrazione mi rendessero un italiano frustrato medio anche io credevo nella cultura e nella scuola. Ma questa è una storia che nessuno vuole sentire. Led Zeppelin. Ecco molto meglio.

sabato 28 luglio 2012

I cari vecchi Creedence Clearwater Revival...


Vabbè si voleva parlare dell'ultima storia di Nathan Never (quella uscita sull'Almanacco di questo mese...). Ma poi si è rimesso a fare caldo. E poi sto giocando a Diablo III (finalmente...e, no, davvero...ma sul serio che è tutto qui...azzo che delusione.....). E inzomma.... la voglia è passata. E si va facile facile di musica. Vintage oggi.
Che i Creedence Clearwater Revival (che nessuno chiama mai con il nome completo per fortuna) erano una gran cosa. Effimera a dire il vero. Che la band ha avuto soli 5 anni di vita dal 1967 al 1972. Sufficienti però perchè realizzassero 7 album. Che si, una volta suonavano per davvero e mica solo le pappette pronte dei "geni" musicali moderni...

E allora vi piazzo 5, anzi no, 7 pezzi che adoro. Perchè? Non so...mi va e basta.

Who'll stop the rain 

Have you ever seen the rain? 

Fortunate Son




Long as i can see the light 


Bad Moon Rising 

Run through the jungle 


I heard it through the grapevine