martedì 7 marzo 2017

Logan - The Wolverine. La recensione


Impatto 
Prima scena.
Notte. Logan appare invecchiato, stanco e da l'impressione di aver accumulato un certo numero di brutte giornate. No, molto più brutte.
Dei bulli lo prendono in giro mentre guarda cantieri stradali.
Segue tanto sangue.


Arti che saltano, facce aperte a metà.
Tanta violenza. Tanto sangue.
Un fiume di sangue.
In sala i pochi bimbi piangono.

e io per la prima volta capisco che NON ho buttato nel cesso i miei soldi!

Il film senza risposte e dal quale 
NON vuoi risposte 
È davvero un bel film questo Logan. O almeno è un film che a me è piaciuto molto, che non è necessariamente la stessa cosa.

C'è Logan, che fa Logan. 
Solitario e perfino drammatico nel suo tentativo di vivere senza farsi coinvolgere dal mondo che lo circonda e da eventi che sarebbero più grandi di lui se solo lui non fosse Wolverine e non avesse la guerra nel suo destino. 
Poi c'è Xavier. E stavolta, magari sono l'unico a pensarlo, capisci che quell'uomo aveva veramente un sogno e che a quel sogno credeva, vi riponeva le sue speranze e trovava la forza di andare avanti. E lo fa ancora, anche ora che non gli è rimasto nulla. Una situazione a suo modo drammatica e talmente umana da averti coinvolto, fosse altro che per una volta al personaggio è stato concesso il giusto spessore e non solo il ruolo di "buono per doveri di contratto che dice cose senza interesse".
E poi c'è il mondo. Di cui non hai capito quasi nulla. Ed è interessante.

"Una volta c'era la statua della libertà".
"Gli eventi di Westchester che hanno ferito 600 persone e ucciso membri degli X-Men".
L'onnipresente megacorporazione che gestisce la produzione di cereali. E non è un caso... 
E ci sono dei cacciatori di taglie solo parzialmente umani.
La clonazione a cui si fa ricorso senza alcun accenno di remore morali e come fosse una cosa comune.
E un vago senso di un mondo che è andato a puttane, visto che aleggia una sottile atmosfera distopica (appena accennata, il tanto che basta a metterti una certa inquietudine addosso) che fa il pari con una situazione che nel film viene ripetuta all'infinito e che a me ricorda i giorni nostri. In sostanza: siamo in un mondo dove una razza viene sterminata, l'etica va a puttane e la violenza non attira nemmeno un po' di attenzione eppure, qui sta il bello, a nessuno sembra fregare nulla. Fantastico, è talmente realistica come sensazione ed atmosfera che non ho potuto non apprezzarla. 


Si, ma la storia? 
Beh la storia è venuta bene perchè fondamentalmente è molto semplice.
Logan e Charles devono salvare un bambina sfuggendo ad un estenuante e drammatico inseguimento. 
In pratica, per essere chiari, il film è nella sua sostanza un action movie classicissimo. Solo che è fatto molto bene, ha un ritmo molto incalzante e ti incolla ad artigliate alla tua poltroncina perchè è facile da seguire nel suo sviluppo e perchè evita le tipiche minchiate da film di supereroi.
Il risultato è un pelo paradossale se ci pensate. È il primo film dove c'è il vero Wolverine ed è anche un film che sarebbe stato bello e intrigante anche senza supereroi. 
Non male direi.

Nessuna pecca? 
Ovvio che si, ci sono qua e la. L'unico che però sento di poter segnalare è la lunghezza del film. Due ore e dieci di film non sono tante, solo che quella scena intermedia alla fattoria con la famiglia afroamericana serve abbstanza a poco e...beh...se avete visto il film sapete che quello che segue era un momento parecchio telefonato e prevedibile.
Ma posso buttare via un film per 20-30 minuti di troppo? Per carità, anzi se dovessi iniziare a fare qualcosa del genere smettete di prendermi in considerazione.

....eravamo giovani e forti.... 

Concludendo
Sei andato al cinema speranzoso e nei sei uscito soddisfatto.
Direi che potete andare sereni. 



Epilogo...lo capite se avete visto il film
Sangue e morte ovunque. 
Dolore, un senso di perdita profonda, incolmabile. 
Una croce. 
No, è una grande X.
La fine non è la fine.
Perchè ciò che il bruco chiama fine del mondo il resto del mondo lo chiama farfalla.